Teologia naturale

II semestre
Giovedì, 10.55-12.30, Aula II, Secondo filosofia

Il corso si propone di aprire una panoramica ampia, se pur non completa, sulle possibilità di soluzione alle obiezioni logico-formali che la ragione pone alla professione di fede teistica.

L’interesse prevalente è il problema che nasce dal credere in un Dio onnipotente e moralmente perfetto in un mondo pieno di sofferenza e insieme esaminare criticamente le argomentazioni che si sono sviluppate nel corso della storia del pensiero filosofico al fine di dare una risposta alla questione.

Al problema “teodicea” è legata una serie di domande che il corso assumerà come tema della sua ricerca pratico-teoretica in prospettiva di analisi del linguaggio religioso e vaglio delle argomentazioni: perché Dio ha creato un mondo nel quale l’esistenza di innumerevoli creature è spesso oltremodo attraversata da dolori e sofferenze? Non poteva Dio creare un mondo migliore, meno gravato dal male e dal dolore? E se è così, perché non ha scelto l’alternativa migliore, quella che non avrebbe comportato sofferenze? E se no, questo Dio può essere considerato onnipotente e buono?

La sofferenza e il male risultano funzionali ad un senso o ad uno scopo che altrimenti non troverebbero attuazione? Perché Dio non interviene nel mondo per impedire la sofferenza?

Bibliografia

M. Damonte, La proposta degli epistemologi riformati e dei tomisti wittensteiniani, Roma 2011
A. Kreiner
, Dio nel dolore. Sulla validità degli argomenti della teodicea (= BTC 113), Brescia 2000
M. Micheletti, La teologia razionale nella filosofia analitica, Roma 2010
J.H. Sobel
, Logic and Theism. Arguments For and Against Beliefs in God, Cambridge-New York-Melbourn 2004 (passi scelti in traduzione italiana a cura del docente)

prof. Massimo Girondino