Perché studiare teologia?

Perché studiare teologia
Allegoria della Teologia.
Raffaello Sanzio – Stanza della Segnatura

Per motivare la scelta di studiare teologia è, prima di tutto, necessario cercare di comprendere cosa significa “fare teologia”.

Solo dopo si possono avere quelle nozioni basilari che potrebbero aiutare, non solo a capire meglio cosa significa fare teologia, ma anche ad orientare la scelta di intraprendere questo tipo di studi.

Cosa significa fare teologia

La parola “teologia” proviene dalla composizione di due termini di origine greca: θεός (theos), che si traduce con “Dio”; e λόγος (logos), che, tra le altre accezioni, significa anche “discorso” o “pensiero”. Per cui la teologia è “un discorso su Dio”, oppure un “pensare Dio”.
Detto in altra maniera, fare teologia significa indagare intorno al mistero di Dio. Il teologo, quindi, è colui che cerca di approfondire la conoscenza di Dio e dei misteri ad Esso collegati.

Se, però, ci si ferma a questa definizione non si comprende fino in fondo cosa è teologia e cosa è il lavoro teologico. In realtà, ogni credente è chiamato ad approfondire i misteri della fede in cui crede. Però è anche vero che non ogni credente è un teologo. Ciò significa che, a quanto detto finora, manca qualcosa. E questo qualcosa è proprio lo specifico dello studio e della ricerca teologica.

Teologo e credente: base comune, ma compito diverso

Se ogni credente è chiamato ad approfondire e comprendere sempre meglio la sua fede, non è su compito specifico quello di andare fino in fondo alle singole questioni che possono sorgere e che chiedono di essere meglio indagate e risolte. Questo è il compito del teologo e l’obiettivo di studiare teologia.

Volendo fare un parallelo, si può far riferimento all’ambito medico cercando di comprendere la differenza tra il medico di base e il ricercatore. Entrambi studiano medicina e hanno una preparazione di base comune, ma poi il ricercatore si concentra su un aspetto specifico di un problema medico e ne studia i vari aspetti per poi arrivare ad una conclusione, che potrebbe coincidere con una cura. Il medico di base non è tenuto a conoscere tutti i processi e le modalità con cui si è arrivati a quella cura e sapere fino in fondo come quella determinata medicina opera per arrivare alla soluzione. Per lui è sufficiente sapere che c’è quel farmaco che risponde a quella esigenza e che è stato testato e valutato da chi di dovere.

Uscendo ora dalla metafora, credente e teologo partono dalla stessa base, che è la fede, ma, mentre il secondo cerca di “entrarvi dentro”, indagando le diverse sfaccettature e proponendo spiegazioni e comprensioni particolareggiate, il credente si basa sul lavoro del teologo utilizzandone le conclusioni per capire meglio anche lui quello in cui crede.

La teologia è un servizio ai credenti

In sintesi, la teologia serve per approfondire i diversi aspetti della fede, anche nelle sue particolarità, per poi arrivare a delle conclusioni che spiegano un po’ meglio quello che si crede, di modo che tutti i credenti possano usare questo lavoro per approfondire, a loro volta, la loro conoscenza.

Da notare che fare teologia significa, come si è visto, approfondire la fede, non inventarne un’altra o aggiungere qualcosa di nuovo a quello che si crede. Il teologo, da questo punto di vista, non è un inventore, ma un ricercatore, cioè uno che cerca le cose che ci sono e le porta alla luce. Il teologo non inventa nulla di nuovo, ma cerca, prova a comprendere meglio e ad approfondire, perché anche altri possano giungere alle consapevolezze che lui ha raggiunto per primo.

Come si fa teologia

Sapere cosa significa fare teologia implica, come riflessione successiva, cercare di comprendere anche come si fa.

Senza volersi addentrare troppo nella questione, è qui sufficiente dire alcune cose essenziali:

  • la teologia si basa sulla fede e sui misteri in essa proclamati e creduti. Ciò implica, come prima cosa, che per fare teologia bisogna credere in quella fede che si vuole approfondire. Tra tutte le cose questa, probabilmente, è la più importante;
  • in secondo luogo, per fare teologia bisogna accostare ed indagare la fonte della fede cristiana: la Parola di Dio contenuta nelle Scritture e trasmessa dalla Tradizione incessante della Chiesa;
  • altro elemento importante è studiare l’evoluzione della riflessione che nella storia la Chiesa ha fatto su quel determinato punto della fede che si sta approfondendo;
  • successivamente bisogna recuperare tutto quello che si è compreso. In questo modo si può cercare di dare una sintesi sistematica dei dati raccolti e presentarli in maniera tale da evidenziare le verità e gli elementi importanti per i credenti, di modo che la comprensione approfondita chiarisca quel determinato aspetto della fede.

L’obiettivo di tutto il procedimento è il seguente:

cercare la soluzione dei problemi umani alla luce della rivelazione; applicare queste verità eterne alle mutevoli condizioni di questo mondo; comunicarle in modo appropriato agli uomini contemporanei (cfr. OT 16).

Perché fare teologia

La citazione precedente riporta all’inizio di tutto il discorso: perché studiare e fare teologia?

Esattamente perché si vuole offrire un servizio agli altri: questo è il primo e più importante compito del teologo.

Da questo punto di vista, il teologo è un ministro, cioè un servitore. Qualcuno che fatica intellettualmente perché altri possano comprendere ciò che lui ha compreso. Il teologo non fa teologia per se stesso, ma per gli altri. Ciò che si comprende della fede non è un tesoro da custodire gelosamente, ma un bene che chiede di essere condiviso il più possibile.

Questa motivazione centrale e principale della ricerca teologica, poi, si concretizza in varie maniere. Si può studiare teologia perché ci si vuole:

  • mettere a disposizione nella propria Chiesa locale e nella propria parrocchia;
  • impegnare nella divulgazione del sapere teologico;
  • impiegare come insegnanti di religione nelle scuole. Questo perché si sente il bisogno di una solida preparazione per veicolare anche quei valori universali contenuti e sostenuti dalla fede cristiana;
  • impegnare con il dono e la passione per la ricerca e l’approfondimento.

In sintesi, qualunque sia la motivazione specifica, essa deve rimandare a quella più generale: rispondere alle esigenze dell’uomo e del mondo in cui si vive.

Se si è motivati in questa scelta è possibile visualizzare la Guida per gli studenti, per avere una prima idea del percorso accademico. Successivamente, si può leggere l’articolo sulle procedure di iscrizione e immatricolazione e, poi, chiedere un colloquio con la segreteria (modulo di contatto), per discernere ancora meglio sulla possibilità di immatricolarsi presso l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni.